Artwork di Gabriele Carbone


Prologo


Il Paupergeddon è diventato, in soli 2 anni, appuntamento immancabile per la scena Pauper italiana. Le due tappe del 2016, di Milano e di Firenze, hanno registrato rispettivamente 112 e 118 giocatori: due piccoli record per un formato che fino al 2013 contava solo sottosezioni di qualche forum e niente più.
L’edizione di quest’anno, la quinta in totale, verrà ospitata nuovamente a Milano, il 12 Febbraio. Sede dell’appuntamento è l’ormai celeberrima Ludoteca di via Sant’Uguzzone. I giocatori sono caldi e carichi, in procinto di organizzare macchinate da tutt’Italia (bè, quasi tutt’Italia) per potervi partecipare.

In mezzo ai palpiti da pre-evento, tuttavia, un dubbio arrovella ancora le teste di molti:
“che mazzo giocare?”.

Il metagame non è mai stato così vario e, al contempo, indecifrabile. La scomparsa di Izzet Drake ha consentito lo sblocco di multipli competitori molto dignitosi, alcuni tornati in auge e altri spuntati dalla (pseudo-)oscurità, senza tuttavia un chiaro nuovo best deck all’orizzonte. Assistiamo, settimana dopo settimana, a tumulti di metagame relativamente rapidi, come testimoniato da MtgGoldfish; la distribuzione di metagame share tra gli attuali tier uno, calcolata in base al numero di 5-0 nelle Leagues di MTGO, pare equa e bilanciata. Ciò non rende facile propendere in maniera netta per un mazzo, poichè ogni scelta possibile implica più che mai diversi matchup abbordabili, altri giocabili e altri ancora precari (o proprio brutti). Un sasso-carta-forbice a multiple variabili, insomma.

Vediamo dunque di addentrarci in tale panorama, portando un poco di luce nell’oscurità delle zucche indugianti. Verranno di seguito presentati i principali contenders del momento, qui categorizzati per tipologie di gioco: ai dritti seguiranno i mazzi da grindata e le bombe ad orologerìa. Non mancherà poi una sezione di mazzi rogue, poco noti ai più ma in grado di sorprendere dati adeguato tunaggio, slalom tra matchup brutti e skill del pilota (come sempre, del resto). Si è scelto di fornire una “scheda” sintetica per ogni mazzo, composta da brevi descrizioni su game-plan, punti di forza, debolezze e motivi per giocarlo. Tale compendio servirà al giocatore novizio del formato, che potrà documentarsi sul formato in vista del torneo, quanto al giocatore esperto, che potrà beneficiare di una veloce panoramica per confermare o smentire le proprie scelte.

Prima, tuttavia, pare buona cosa spendere due parole per analizzare il metagame italiano– ammesso e non concesso che ne esista uno.


Italia pauperistica: popolo di Spikes o di Johnnys?


Tracciare un metagame a grandi linee dell’Italia pauperistica è impresa ardua, se non impossibile. Mentre gli altri formati presentano una distribuzione di mazzi più in linea con i risultati dei grandi tornei (risultati GP/Pro Tour/decktech dei Pro) e coi pareri dei vari influencers (come i Pro Players di Channelfireball e Starcitygames), la comunità Pauper può fare affidamento solo sui già citati risultati delle Leagues di Magic Online. Nemmeno questo, tuttavia, ne assicura una fedeltà lineare: mentre la maggior parte dei giocatori più hardcore tiene conto di tale fonte, esiste in parallelo una schiera nutrita che opta piuttosto per farsi trascinare “là dove porta il cuore”, rimanendo fedeli al proprio pet deck a prescindere da metagame sfavorevoli, power-level obsoleti e qualunque altro fattore detrimentale. “Eh ma col mio Jund sto 80/20 da quasi tutti i tier uno…”, “Mi piace giocarlo e odio i control”, “Non mi interessa vincere: voglio giocare un mazzo for fun” sono alcune delle argomentazioni che, ancora adesso, sorgono qui e là nelle varie community virtuali italiane del formato.

Che cosa implica un panorama così frammentato?
Con buon grado di probabilità, che non sarà facile scegliere mazzi in base a un metagame definito o aspettato, proprio perchè… non esistono metagame delineati nel cartaceo, perlomeno a livello regionale. Quello che esiste, semmai, è una preferenza verso certi stili di gioco: il Pauper del Nord-Ovest e Centro-Nord (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, dalle quali proverranno la maggior parte dei giocatori) preferisce a grandi linee il blu e il rosso e dunque midrange e controlli, mentre i giocatori di aggro vari risultano la minoranza. Esempio perfetto è Jeskai Kuldotha, quintessenza del midrange onanistico, che vide forte popolarità nei big events dell’anno scorso, corroborata dai suoi trionfi al Paupergeddon di Firenze e all’Earthquake di Reggio Emilia.

Facciamo quindi un bel tl,dr: non sgolatevi troppo nella previsione di un metagame, perchè alla fine della fiera tutti sceglieranno un mazzo per sentimento, familiarietà o rigetto verso il mainstream Pauperistico (o più di una di queste motivazioni).

Detto questo, addentriamoci nelle potenziali scelte per questo Paupergeddon.

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Compendio del metagame attuale
(Gennaio 2017)

 
 

delver

I consistenti


Mazzi mono-colore e dunque affidabili per ridurre al minimo l’incidenza della varianza negli N turni di torneo. Di tradizione storica, testati e tunati da un grande numero di giocatori.
 
Mono-blue Delver
L’emblema del formato. Sempre in cima, in metagame favorevoli e non favorevoli. Quello più attuale, a dirla tutta, non gli sorride: Boros Kuldotha, Elfi, Stompy e Affinity sono matchup affatto facili. Ciònonostante, Delver rimane solidissimo, con scurvate ottime e perfetti incastri tra giocate proattive e reattive.

Game-plan: Race in aria di creature assortite affiancata a contromagia copiosa e rimbalzini.
Punti di forza: Manabase perfetta, sequenze nei primi turni molto forti, sideboard abbastanza tunabile.
Debolezze: Incapacità di rimuovere pezzi risolti; mazzi che propongono diverse minacce dal costo basso. Assenza di un lategame forte.
Time-efficiency: Il mazzo può chiudere game relativamente in fretta una volta stabilito un board di volanti. Ninja of the Deep Hours, poi, se lasciato libero di pescare per almeno due turni, può vincere da solo.
Lo giocherei se… Volessi giocare il tempo deck più consistente del formato.
 
Stompy
Aggro mono-verde con scurvate mortali, con pezzi a costo uno e due resistenti (Young Wolf, Silhana Ledgewalker e compagnia) aiutati da pump spells quali Vines of Vastwood, Groundswell e il noiosissimo (per gli opponent) Rancor.

Game-plan: Pestaggio in largo o con mono-creatura pompata a dismisura (o un mix dei due).
Punti di forza: Manabase perfetta, sequenze nei primi turni spesso intenibili, specie da mazzi con manabase lente. Difficoltà nel giocarci contro, particolarmente per giocatori non esperti.
Debolezze: Il mazzo cala bestie e le gira. E basta. Pertanto, l’interazione è nulla pre-side e post-board non eccede i 4-5 pezzi a sidata, che per giunta devono essere pescati in modo naturale. La combinazione di removal rossi e bloccanti volanti (leggasi: Kuldotha) può porre problemi. Il mazzo tende inoltre ad arenarsi una volta contenuto il suo impeto.
Time-efficiency: Molto buona. Le partite dove Stompy parte forte si concludono in breve tempo.
Lo giocherei se… Volessi giocare l’aggro puro più consistente del formato.

 
 

Mulldrifter


I multi-angolari (aka “mazzi da grindata”)


Mazzi a consistenza media, a due o più colori, focalizzati sul vantaggio carte incrementale e con end-game potenti.
 
Boros Kuldotha
L’ultima evoluzione dei mazzi con Kuldotha Rebirth. Thraben Inspector ne ha rivoluzionato l’assetto, consentendo di tagliare il blu e giocare in modo più snello; Battle Screech e Rally the Peasants forniscono la vittoria outta nowhere (cit.) che prima mancava.

Game-plan: “Sasso into sasso into Inspector into Skyfisher/Glint Hawk”. Il gas non finisce mai, o quasi. Per finire: multipli 1/1, volanti e non, pompati in massa, e/o molti danni in faccia da fonti rosse instant. Sempre outta nowhere, ovviamente.
Punti di forza: Capacità di passare dalla difensiva all’attacco in modo perfetto. Dodici creature che “pescano” carte più generatori di token con vantaggi annessi. Colori con le migliori opzioni di sideboard del formato.
Debolezze: Pezzi individualmente deboli o chiodosi; Tron in tutte le salse. Ogni tanto, random hate contro artefatti.
Time-efficiency: La chiusura con Rally vince game in un baleno, ma rimane comunque una sudata se l’opponent gioca un mazzo tarato per andare in lungo. Aspettatevi game interattivi e complessi.
Lo giocherei se… Volessi giocare un mazzo molto bilanciato, con matchup per la maggior parte giocabili.
 
UB Flicker
Altro mazzo relativamente recente. L’avverbio è d’obbligo: tutti i pezzi esistevano da anni, ma i metagame passati ne impedivano il venire alla luce. Janicestone, giocatore di MTGO, ne ha inaugurato la (ri)nascita con una streak di 5-0, a seguito di cui l’interesse è dilagato.

Game-plan: Archaeomancer + Flicker + altro pezzo + late-game = value insormontabile. Se l’altro pezzo è Chittering Rats, l’opponent non pescherà più una carta per il resto del game (a meno che sia un instant). Nel mentre, classico UB goodstuff con removal, counter e creature da value.
Punti di forza: Solido. Non soffre particolarmente alcun tipo di hate, incluso quello per il cimitero. In grado di accumulare dosi massicce di vantaggio carte.
Debolezze: A volte lento e macchinoso a causa di pezzi dal cc alto. Aggro lineari potrebbero essere troppo veloci da contenere per mani lente e molto blu.
Time-efficiency: Preparatevi a giocare a buon ritmo, perchè l’assenza del rosso e una chiusura che non è instant win ma “solo” un lock potrebbero portarvi a pattare qualche game se non siete velocissimi/non floodate il board di creaturine in tempo/l’opponent gioca un mazzo per grindare, e/o non è velocissimo/a.
Lo giocherei se… Volessi giocare un mazzo col nero al Paupergeddon.
 
Temur Tron
Il midrange più over-the-top di tutti. Incubo cronico di tutti gli altri midrange, la presenza delle terre di Urza e di tutte le spell per fare setup (Sfere, Stelle, Prisma, Ancient Stirrings) lo rende estremamente pericoloso e in grado di andare da solo verso la vittoria qualora il trittico venga assemblato di terzo (o quarto) turno.

Game-plan: Chiudere Trono, tirare Mulldrifter e Oracle a nastro, guadagnare vite con Marauder, ricorrerli più volte e chiudere, se necessario, con un Rolling Thunder in faccia da decine di danni.
Punti di forza: Value alla lunga intenibile, specialmente dai mazzi senza il blu. Sideboard penta-color e dunque modificabile per coprire qualunque mazzo.
Debolezze: Inconsistenze occasional nei colori; necessità di assemblare Trono in fretta per giocare il proprio game; gli aggro-combo e Delver non sono matchup buoni.
Time-efficiency: “Rolling Thunder da 20 su di te al quinto addizionale off the top.”
Lo giocherei se… Volessi giocare uno schiacciasassi che, con mani fortunate, allevia la fatica mentale del prendere decisioni di fino. Quando tre terre producono sette mana, giocare al contrario e vincere comunque è possibile.
 
Izzet Faeries
Il rosso e il blu hanno le carte individualmente più forti di tutto il formato. Che succede se vengono messe insieme? Si ottiene un midrange molto bilanciato, con sinergie e vantaggi carte interessanti. Accompagnano ottime opzioni di sideboard per matchup popolari.

Game-plan: Boltare qui e là; Spellstutterare qui e là; sninjare qui e là. Mulldrifter + Oracle nel mid-late e chiusura di danni assortiti. Ninja su Mulldrifter è l’apoteosi dello stile.
Punti di forza: Senza particolari debolezze. Scala bene nelle fasi avanzate del gioco.
Debolezze: A volte un po’ troppo fair, specie contro mazzi “potenti”. Bisogna remare dal primo all’ultimo quasi sempre.
Time-efficiency: Il mazzo non imposta una grande race, nè ha chiusura rapida. Bisogna quindi giocare di buona lena.
Lo giocherei se… Volessi giocare game dove vinco “di skill” sull’opponent. Ah, e se volessi avere accesso a carte top di gamma nelle loro rispettive categorie.
 
Murasa Tron
La variante reattiva di Tron. Di base Izzet, ma splasha verde per Pulse of Murasa, bomba irrinunciabile. Alcune versioni giocano anche spell nere quali Terminate e Doom Blade.

Game-plan: Assemblare Tron con counter e botti di contenimento; calare Mulldrifter e SGO a nastro. Trono + Ghostly Flicker + Pulse of Murasa + Mnemonic Wall(s) + Capsize + Rolling Thunder = lolz.
Punti di forza: Late-game imbattibile.
Debolezze: Manabase sub-ottimale e inaffidabile. Mulligan frequenti per mancanza di colore. Aggro consistenti e Delver possono predare molto su singhiozzi nei primi 3 turni.
Time-efficiency: “Rolling Thunder da 20 su di te al quinto addizionale off the top.” Risulta però più lento della controparte midrange (no 5/5 per pestare), quindi giocate di buona lena.
Lo giocherei se… Volessi giocare il controllo più forte del formato, accettandone pregi e difetti.

 
 

Kiln-Fiend-banner


Le bombe ad orologerìa


Mazzi con piani estremamente potenti, ma un poco inconsistenti. Solitamente incendiano l’opponent, ma potrebbero scoppiare in mano al pilota di tanto in tanto.
 
Elves
Gli omini dalle orecchie a punta sono capaci di cose broken. Timberwatch Elf pompa a dismisura qualunque amichetto; Distant Melody può essere pesca 4-5-6-più a costo quattro; Lys Alana Huntmaster chiama Elfi a gogo. Nel frattempo, Elvish Vanguard cresce a dismisura, Wellwisher tiene a galla e Quirion Ranger colla il mazzo insieme raddoppiandone le abilità attivate.

Game-plan: Elfo, elfo, elfo, elfo, elfo, Distant Melody, elfo, elfo, elfo. A volte succede di terzo.
Punti di forza: Veloce e spesso letale. Matchup molto buoni contro Delver, Trono, Stompy.
Debolezze: Una miriade di Elfi che diventano presto irrilevanti se opponent esperti si concentrano sulle poche carte che rappresentano le vere minacce. Ah, Electrickery fatta al momento giusto spezza le gambe al mazzo.
Time-efficiency: Non dovrebbe essere un problema particolare.
Lo giocherei se… Volessi disporre di partenze molto esplosive, con una serie di carte che fanno gg se non fermate subito.
 
Affinity
Il mazzo potenzialmente più broken del formato.

Game-plan: 4/4 a costo 2 o 0, 2/2 a costo 0, card draw come un dannato, Atog (e Fling) come ciliegina sulla torta per una vittoria facile, outta nowhere e spesso incontrastabile.
Punti di forza: Affinity e Atog-Fling, that can only mean one thing. Un power-level imbarazzante. Hydro, Pyro, Electrickery in side, più altre valide scelte anche non-blu e non-rosse, volendo.
Debolezze: Manabase talvolta inconsistente a causa dei tre colori. Ah, e lui.
Time-efficiency: “Mangio tutto su Atog, 20 danni a te. Poi faccio Fling su Atog, altri 20 su di te.”
Lo giocherei se… Sapessi di avere la chiappa calda, perchè se Affinity scurva perfetto difficilmente si tiene. E ovviamente se fossi il Francini, leggenda vivente di Affinity.
 
Bogles/Auras
Faccio un Bogle e lo riempio di zaini.

Game-plan: vedere sopra. Quando ci si riesce, gli opponent piangono e/o smadonnano sdegnati.
Punti di forza: Assenza di hate maindeck da parte di quasi tutti i mazzi. Editti al minimo in questo periodo storico (cit.) di metagame.
Debolezze: Standard Bearer, Ray of Revelation, Serene Heart, ma anche a volte Electrickery. Inoltre, non potere fare nient’altro se non creature con zaini lascia un pochettino in balìa dell’opponent.
Time-efficiency: No problem.
Lo giocherei se… Volessi andare dritto per tutto il torneo.
 
Izzet Blitz/Delver Fiend
A volte torna, a volte scompare.

Game-plan: Risolvo Kiln Fiend e/o Nivix Cyclops. Faccio spells, li pompo, Temur Battle Rage e tanti danni in faccia.
Punti di forza: Minacciare di ammazzare l’opponent in un colpo solo se Fiend o Ciclope sopravvivono.
Debolezze: Kuldotha, Delver, UB Flicker. Tante spell fastidiose nere, rosse e blu. Tante sfighe intrinseche alla strategia di dovere fare un pezzo senza Hexproof a cc2/3 a velocità sorcery, farlo vivere e pomparlo.
Time-efficiency: Possibile chiudere in un turno.
Lo giocherei se… Volessi giocare Infect in Pauper: micro-decisioni e lettura dell’opponent. (Però noi abbiamo ancora Gitaxian Probe).

Burn
Burnnnnn. Che altro dire?

Game-plan: Tabellina del 3 sui punti vita nemici con sporadiche variazioni sul tema.
Punti di forza: Veloce e ridondantissimo. Buoni matchup contro molti dei tier 1.
Debolezze: Mono-strategia. Cop: Red, Pulse of Murasa, Hydroblast, Lone Missionary e compagnia possono annoiare o rendere le partite irrecuperabili.
Time-efficiency: Non dovrebbe essere un problema particolare.
Lo giocherei se… Volessi andare dritto per tutto il torneo.

 
 
chainersedictsm


I punti di domanda


Mazzi un poco caduti in disuso e bisognosi di affetto. Se siete coraggiosi, riponete fiducia nel Cuore delle loro carte e loro vi sapranno ricompensare con un 0-2 drop risultato inaspettato.

 
Mono-Black Control (MBC)
“The rumors about MBC’s demise have been greatly exaggerated.”

In un mondo che/
Schiavo-del-blu è/
Il mio Mazzetto Ve-e-ro/
Sei tu.

(M. Righetto, L. Battisti)

Game-plan: Quattordici removal sulle creature altrui, Ratti e Rager per fare value, Gray Merchant per accoppare con (larghe) forbici di vite.
Punti di forza: Manabase perfetta. Reparto removal customizzabile. Buoni topdeck.
Debolezze: Trono, Kuldotha e Affinity, UB Flicker non sono matchup facili.
Time-efficiency: Come al solito, se due grindy decks si scontrano, le cose potrebbero andare alla lunga. Vale anche per MBC, a meno che gli equilibri non si sblocchino velocemente.
Lo giocherei se… Volessi crederci con tutto il cuore. E volessi giocare Crypt Rats, che ora potrebbe saperne.
 
UB Angler
L’altro tempo deck del formato. Sempre con Delver, ma col nero.

Game-plan: Countero, faccio removal, faccio Gurmag Angler protetto da Counterspell(s) e la porto a casa.
Punti di forza: Gameplan preciso, incastri tra counterspell e motori di pesca perfetti. Ghastly Demise è al suo massimo storico data la latitanza del nero nei piani alti del metagame.
Debolezze: Cade un poco in obsolescenza quando il metagame si ripopola di midrange, perchè il suo late-game, nonostante le Accumulated Knowledge, non è stellare. Anche swarm decks non sono idilliaci, perlomeno pre-side.
Time-efficiency: Dipende dal matchup. In ogni caso, un 5/5 è una buon rimedio alle patte.
Lo giocherei se… Volessi un blue-based in grado di vincere velocemente. E se commettessi pochi errori, essendo le sue risorse limitate.
 
UB Teachings
L’altro hard-control del formato con Murasa Tron. Mentre però quest’ultimo ha un numero complessivo di slot interattivi ridotti, Teachings abbraccia la filosofia del “58 counter e removal (più card draw) per contrastare il tuo gioco e 2 carte per vincere il game”.

Game-plan: Annoiare a morte l’opponent tirando la partita per le lunghe 26 turni e chiudere in qualche modo.
Punti di forza: Evade i removal se la versione in questione è quella con Curse of the Bloody Tome come win condition. Difficile da giocarci contro per i novizi, che cadono in counter e che talvolta non concedono in fretta per andare al g2 in situazioni (in)visibilmente compromesse.
Debolezze: Manabase lenta. Removal diversificati per metagame ampi, ma a rischio di apparire nei matchup sbagliati (es. Chainer’s Edict vs Elves). Remate croniche e bibliche senza auto-win in nessun matchup.
Time-efficiency: ‘nsomma. A meno che non siate Flash (e Gurmag Angler aiuta se l’opponent non ha rimedi), puntate a vincere la prima.
Lo giocherei se… Non lo giocherei in un torneo di molti turni. Sorry, Teachings fanboys. Poi fate vobis.
 
White Weenie
Un altro dei mazzi storici del formato. Mai tier 1, ma sempre una garanzia.

Game-plan: Fare creature bianche con varie abilità, molte delle quali “Volare”, e girarle.
Punti di forza: Manabase perfetta, buone scurvate, pezzi resistenti. Ottima sideboard.
Debolezze: Limitatezza di interazione e gameplan anch’esso limitato. Tron e Boros Kuldotha sono matchup bruttini.
Time-efficiency: Bonesplitter aiuta parecchio.
Lo giocherei se… Volessi giocare un mazzo solido e avere buoni matchup contro Delver e Stompy.

 
 

Exhume-Magic


I rogue


L’anticonformismo è sempre buona cosa, specialmente se i tuoi opponent non sanno che carte giochi, maindeck e/o di sideboard. O meglio ancora: non sanno proprio che cosa fa il tuo mazzo.
 
Temur Watch-Rites
Un piccolo gioiellino nato nel metagame di Post. Non fatevi ingannare dal nome: è monoverde con due splash.

Game-plan: 1) Fare creature verdi a costo 1-2 con etb varie. 2) Scatter the Seeds e Sprout Swarm in eot. 2) Keep Watch e/o Rites of Initiation per una caterva di carte e/o di danni.
Punti di forza: Può chiudere outta nowhere. Di quarto, per giunta, con la mano de Dios.
Debolezze: Assenza di interazione. Electrickery.
Time-efficiency: Vedere sopra.
Lo giocherei se… Volessi giocare un mazzo buffo ma forte, se pilotato con precisione.
 
UG slandi
Un recente tormentone da quel di Torino (pare).

Game-plan: Slandare l’opponent il giusto per lasciarlo a corto di risorse. Mulldrifter, Mold Shambler e…Self-Assembler dominano il late-game.
Punti di forza: Slandare di secondo (tramite Utopia Sprawl di primo) è letale per molti mazzi. Slando su bounceland, poi, deve essere parecchio divertente.
Debolezze: No removal. Quirion Ranger da Elfi (matchup impossibile o quasi) e da Stompy è una noia. Anche Delver con una buona partenza può lasciare indietro il mazzo facilmente (senza contare la sensazione di spendere 3 mana per uno slando e vedere la terra targettata tornare in mano di Daze o Gush. Brrr.).
Time-efficiency: Self-Assembler dà una mano a chiudere game con board non troppo stallati. (Suppongo.)
Lo giocherei se… Volessi annoiare e farmi odiare, ma guadagnarne in punti coolness. Scherzi a parte: due-tre slandi di fila mettono KO molti mazzi. Poi ci pensa il vantaggio carte a confermare il gap e renderlo irrecuperabile.
 
Rebels
Un mazzo talmente cool che David Bowie ne pronosticò la venuta 25 anni prima di Mercadian Masques.

Game-plan: “E venne il Sergeant/Che si tutorò il Lieutenant/Che si tutorò il Falcon/Che si tutorò il Riftwatcher/Che a 80 euro Blasi tutto foil comprò.”
Punti di forza: Manabase solida. Un Ribelle risolto, una attivazione e mono-blue Delver è nei guai. Anche mazzi senza molte removal potrebbero essere sopraffatti dalla ciurma bianca alla lunga. (E Bound in Silence tutorata ride in faccia a Bogle).
Debolezze: Lento. Inoltre, Tron e Kuldotha Boros ne ridono.
Time-efficiency: Non si ha chiusura rapida (1/1, 1/2 e 2/3 non lo sono), quindi giocate veloci.
Lo giocherei se… Volessi essere vincitore morale del Paupergeddon.
 
Tortured Existence
Value.dec, ma graveyard edition. Da anni favorito della folla tra i tier 2 e mezzo.

Game-plan: Rimpolparsi il cimitero, ricorrere creature in base all’occorrenza e dopo un bel po’ di turni vincere di beatdown (o di Crypt Rats).
Punti di forza: Recursioni dal cimitero alla lunga imbattibili per midrange vari. Toolbox di creature per matchup popolari.
Debolezze: Graveyard hate, lento, spesso inconcludente.
Time-efficiency: Una lenta grindata verso la vittoria.
Lo giocherei se… Facessi parte della nutrita schiera dei T.E.F.I. (T.Ex. Fanboys Italia). E ovviamente se avessi carte foil tedesche per esso.

Ho volutamente tralasciato altri rogue decks che hanno un loro senso compiuto. In ordine rigorosamente non alfabetico, eccoveli elencati:

UG Turbofog: faccio Fog a nastro e nel frattempo millo l’opponent di Jace’s Erasure. Per forti di cuore.
Mono-blue Tron (vincitore di un side-event Pauper dello scorso Ovinospring): come Murasa Tron, ma più consistente, sebbene con matchup vs aggro dove le contromisure sono inferiori. Per Spikes.
Rakdos Reanimator: Exhume su Ulamog’s Crusher, magari rapido grazie a Dragon’s Breath. In alternativa, Gurmag Angler. Per chi vuole fare la partenza forte.
UR Pieces of the Puzzle: UR creature-less che spara, countera e fa vantaggio carte a nastro, per chiudere infine di pedine 2/3 Minotauro. E su quest’ultimo dettaglio, trovate voi i destinatari del mazzo.

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“Sì, ma non so ancora…Boh…”

La carrellata di mazzi ci è stata dunque fornita. Tuttavia, potreste trovarvi ad avere ancora dubbi su cosa scegliere: “sì ok, hai fatto copia-incolla di tutti i mazzi più o meno in meta, ma tutti hanno pregi e difetti…”.

Avete ragione. Come anticipato, non esiste attualmente il Mazzo Più Forte. Posso però darvi dei consigli generali, riscontrati da chiunque abbia bazzicato un poco la scena torneistica:

– Il Paupergeddon sarà un torneo con multipli turni di svizzera (6 o 7, quasi sicuramente). Scegliete un mazzo consistente, ovvero un mazzo che non ponga problemi occasionali (color-screw, mana screw, e così via). Perdere partite in partenza per le pecche strutturali del proprio mazzo non è mai bello, anzi.

– Individuate un game-plan preciso contro ciascuno degli archetipi più popolari, comprensivo di side-in e side-out millimetrici (non lasciate le sidate al caso). Questo risulta molto semplice se il mazzo di vostra scelta è proattivo. Giocarne uno molto reattivo potrebbe comportare vantaggi (no hate o contro-strategie particolari, ad esempio), ma dall’altro lato potrebbe implicare sudate e vittorie strappate al pelo del timer. Non sottovalutate quest’ultimo fattore.

– Pertanto, privilegiate mazzi con partenze forti. Non fatevi prendere dal complesso del S.C.M.B. (Senso di Colpa da Mazzo Brainless): potere scurvare nei primi tre turni e ritrovarvi in posizioni imperdibili, o quasi, renderà alcuni game facili e toglierà lo stress dalla vostra prestazione. Il panorama Pauper di cui sopra presenta diversi mazzi che offrono questa possibilità. Spell difensive portano alla meglio a situazioni di neutralità, mentre lasciano invece appiedati qualora non funzionino. “There are no wrong threats, only wrong answers”, come diceva il saggio. Badate bene: questo non significa necessariamente dovere giocare Stompy, Aura o Burn. Anche una Spellstutter fatta di secondo che mangia una magia, o un Exclude risolto, potrebbero sbilanciare la partita in proprio favore.

– Se volete a tutti i costi tentare il Gran Colpo con una vostra brew, non abbondate con troppi colori. In Pauper, tre colori o più comportano inconsistenze e occasionali lentezze (ma questo ormai dovreste saperlo). Analogamente, non infarcite il mazzo di tech carine ma costose e/o poco incisive. Siate concisi.

– Tenete d’occhio i midrange, perchè a buon grado di certezza costituiranno la fetta preponderante del metagame. Detto questo, non ignorate il testing contro gli aggro lineari. Trascurate invece, in caso di mancanza di tempo, il testing contro i mazzi rogue, dei quali, tuttavia, sarebbe opportuno avere un’infarinatura. Il Pauper è un formato talmente vasto e sfaccettato che conoscere qualunque cosa giri non è mai negativo.

“E le nuove carte di Aether Revolt?”

Bastion Inventor è la carta che potrebbe suscitare maggiore interesse dalla nuova espansione. A ogni modo, non preoccupatevi troppo di trovarvi contro mazzi completamente nuovi: la possibilità che qualcuno cerchi di sfruttare l’effetto sorpresa esiste, ma con buona probabilità la maggior parte dei players rimarrà attaccata a mazzi comprovati.
(Me la sono appena tirata: una brew con carte di Revolt farà ufficialmente top 8. Preparatevi.)

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Questo è tutto. Spero di vedervi il 12 Febbraio, in un clima- ci si augura- di coesione e divertimento. Qualora vogliate aggiungere considerazioni o critiche, non esitate a lasciare un commento sotto il link dell’articolo.

Fabio