Da Legacy e Modern al Pauper in sei punti comodi & veloci

1763

 

 

 

big_thumb_deef8bac8f3e29c04e8da264f11f8ca6

“Beavis hai visto che ci sta un torneo Pauper come said ivent del torneo XYZ?”
“Sì è per quei quattro cani che non c’hanno gli spicci per le carte vere ahah”
“Sì boh mi pare veramente un formato da cani eheheheh”
“Lascia sta’ che i formati for fun tanto son così, magari poi un giorno quando imparano a giocare e si fanno un po’ di money passano alle robe serie… heheheheheh”

 

Il Pauper ha visto nell’ultimo anno una crescita esponenziale in Italia (e non solo), confermata e accelerata da “big” events in serie, gruppi pubblici a tema, blog e podcast, riconoscimenti mediatici da numerose piattaforme, menzioni nell’etere virtuale. Le virgolette per quel “big” sono comunque d’obbligo, date le dimensioni non lontanamente paragonabili a quelle di Grand Prix e di altre occasioni da prima fila dei formati sanzionati; rimane comunque impressionante constatare come un formato rimasto nella penombra per anni e snobbato dal substrato del Magic bene sia stato in grado di moltiplicare i suoi seguaci, culminando nei 112 e 118 players degli scorsi Paupergeddon, a Milano e Firenze. L’attuale interesse non si esprime solamente nel suo fare capolino in molti FNM e tornei infrasettimanali in tutta Italia, ma anche nel proliferare di articoli a tema sulle varie piattaforme del Paese. Tuttavia, a causa di scarsa conoscenza/spazio/tempo, non sempre risulta possibile per queste fonti andare oltre una trattazione superficiale, limitandosi infine a concetti già noti o assiomi generali.

Quest’articolo non si propone di insegnarvi gli ins e gli outs del Pauper: impresa non da poco, che richiederebbe una trattazione molto più esaustiva, irraggiungibile in ogni modo a causa della limitatezza delle parole scritte. Vuole, invece, fornire “rudimenti teorici” stringati per le menti Eternal che abbiano flirtato almeno una volta con il pensiero di provare il formato Povero, pur non disponendo della conoscenza per farlo; una serie di pillole per una panoramica d’insieme, ma che tornano utili anche per cimentarsi nel brewing. Se avete già le mani in pasta, molte di queste cose potranno suonare ridondanti, ma un ripasso può essere sempre utile: la tentazione di montare Five-Color Snakes è sempre dietro l’angolo.

 

 

Goblin_Bushwhacker

VELOCITÁ/TURNO CRITICO

Partiamo col botto trattando uno degli aspetti probabilmente più ignorati. Può essere diffusa per i non addetti ai lavori la convinzione che il Pauper sia un formato a basso power-level dominato da drop a sette mana e primi turni di carezze e cazzate. La verità non potrebbe essere più diversa: Delver, Aura, Goblin e Stompy sono in modo proprio alla cima della catena e accomunati dalla capacità di puntare la pistola alla tempia dal turno uno grazie alle loro curve super-basse e una race/tempo game efficiente, grazie alle loro buone partenze ( Delver/Bogle/Goblin Cohort/Nettle Sentinel di primo). Chi giocava Legacy nel 2010 potrebbe ricordare delle partenze di Fast Zoo; chi gioca Modern ora saprà che Aura non concede scampo a meno di non avere risposta veloce. Nulla cambia in Pauper, formato Eternal quanto gli altri due e pertanto già esplorato e ottimizzato. Sedersi al tavolo e trovarsi sotto pressione da subito non accade raramente, quindi non sottovalutate la prontezza di riflessi che occorre per giocare con le figurine comuni.

tl,dr: veloce.

 

sf214_terramorphinc_expanse

MANABASE

La manabase in Pauper è un elemento che limita notevolmente lo spazio di manovra nel buildare nuovi mazzi.
A differenza delle fetch e delle dual/shocklands di Legacy e Modern che consentono virtualmente splash a costo di opportunità minimale, le terre a due colori del Pauper (quelle di Khans of Tarkir con punto vita annesso, d’ora in poi gainlands) sono pesanti e Terramorphic Expanse/Evolving Wilds lo sono altrettanto. Essendo il formato reso veloce dalla presenza di diverse strategie aggro che mettono pressione da subito, ogni terra che entra in gioco tappata comporta un rallentamento notevole alla propria capacità di reagire e/o di costruire il proprio piano, equivalendo al rimanere indietro da subito. Troppe terre tappate, se non accompagnate da risposte “1 per 1” efficienti in termini di mana (in genere a costo 1), sono fatali. Questo è uno dei motivi per i quali i mazzi monocolore rappresentano da anni i pilastri del formato: oltre alla forza della loro rispettiva strategia, la capacità di giocare il game in modo fluido dal primo turno all’ultimo è in sè un’assicurazione a non saltare nemmeno un colpo, mentre i mazzi a due colori devono accettare di potere perdere game a causa di intoppi e rallentamenti occasionali. Aggiungerne un terzo comporta rischi di inconsistenze ulteriori; i successi in tale categoria, non a caso, si misurano sulle dita di una mano. Una formula più comune (e sostenibile), semmai, è avere una struttura a 2 colori con leggerissimo splash nel terzo, allo scopo di far fronte a carte e matchup altrimenti precari.

La manabase rimane il fattore che comanda il successo di un mazzo, forse persino prima del mazzo stesso. Proprio perchè essere snelli è imperativo e le terre tappate sono uno scotto da pagare, i deckbuilder preferiscono giocare spesso con color-fixer strambi (Prophetic Prism, Abundant Growth, Utopia Sprawl) prima di infilare 8 o più gainland nello stesso mazzo.

tl, dr: limitante.

 

223_nausea

EQUILIBRIO TRA STRATEGIE

Un formato il cui cardpool è deciso in base alla rarità è inevitabilmente affetto da carenze nell’equilibrio degli elementi strategici disponibili. La Wizards ha sempre scelto per il design dei set di porre gli sweepers (rimozioni di massa) a rarità non comune o più, da Pyroclasm a Wrath of God. In Pauper, le uniche scelte in questo senso sono Crypt Rats, Electrickery, Shrivel/Nausea, Wail of the Nim , Holy Light, Evincar’s Justice e Swirling Sandstorm. Ognuna ha comunque limitazioni vistose: la prima è ad appannaggio di mazzi neri, mentre le rimanenti sono specifiche, a range contenuto e/o pesanti in costo di mana. La conseguenza è che i mazzi a base creatura sono liberi di sguazzare in acque più felici del solito, sputando pezzi e non dovendosi curare di perdere game per una overestensione stupida a causa di uno sweeper “senza se e senza ma” piazzato al momento giusto. I removal che dominano il Pauper sono quasi sempre mirati, salvo 1x delle sopra citate, comunque sporadici e in genere dipendenti da meta-call o tutori nel mazzo. Gioite, giocatori di creature oppresse dal Tiranno Terminus!

Un’altra mancanza è rappresentata dai Planeswalker: niente fateseal di Jace per non perdere più partite, niente Liliana per grindare le risorse altrui. Volendo espandere, in Pauper non esistono win condition imbattibili per mazzi basati sulla reazione; è un formato super-efficiente in quanto a qualità delle risposte, ma altrettanto carente quando si tratta di minacce. Capiterà non di rado che due mazzi di questo genere, scontrandosi, chiudano appena il primo game nei 50 minuti. L’opzione più solida che è attualmente giocata nel maindeck di (alcune liste di) un mazzo competitivo è Curse of the Bloody Tome: non esattamente imbattibile nè veloce.

Questi due punti concorrono a ribadire che i controlli, a due colori o più, sono intrinsecamente svantaggiati rispetto a scelte monocolori e proattive. Laddove queste ultime hanno tutti i pezzi a posto, i primi devono tappare i propri buchi: le opzioni sono optare per una struttura “alla 1995“, ovvero 58 risposte e 2 minacce, oppure accettare di inserire creature e virare più verso il midrange, pur accettando in questo modo di rendere le carte altrui più rilevanti, removal per creature in primis.

tl,dr: da vagliare con cura.

 

delver

CROSSOVER TRA FORMATI E SINERGIA VS POWER-LEVEL

A questo punto dovrebbe essere chiaro che il Pauper è regolato da leggi proprie che si differenziano da quelle degli altri formati Eternal; capita però che alcuni avventurosi si intestardiscano a volere fare il botto nel formato cercando di importare il loro pet deck preferito da Modern e Legacy con cambi minimali. “Queste dual diventano gainlands, le fetch belle diventano Terramorphic Expanse, Delver rimane, Tarmogoyf diventa Werebear.

Questo è uno sbaglio piuttosto ingenuo e questi mazzi, spesso a 3 colori, si rivelano dei (semi-)disastri più spesso che no. Il principio su cui vengono buildati è che minestre di carte individualmente forti (Delver, Gurmag Angler, etc.) replichino il successo consolidato anche in Pauper, ma così non è (non sempre, perlomeno). Le piccole sinergie tra pezzi e la capacità di produrre un’aggressione veloce (nel caso degli aggro) o ondate di value a non finire (nel caso dei midrange) sono invece i punti da cercare in sede di deckbuilding.

Brainstorm può essere la carta più forte del Legacy, ma in Pauper ha vita dura senza fetch serie che le diano un senso. Lightning Bolt è una carta incredibile, ma Firebolt le è preferibile a seconda del metagame; Daze è una staple dei tempo deck, ma senza mana denial e con parte dei game che tendono al lungo andare, perde il suo smalto ed è attualmente ad appannaggio di un solo mazzo. Di contro, Phyrexian Rager non vede la luce nel Legacy dal 2004 ma in Pauper fa da body più cantrip, tutto quello che il mazzo d’appartenenza vorrebbe; Momentary Blink e Ghostly Flicker sono carte al 99% troppo lente per il Modern, ma che si prestano a resettare e abusare delle triggered di creature di tempi arcaici che in Pauper trovano il loro sfarzo. Ninja e Spellstutter Sprite sono migliori amici, così Quirion Ranger e Groundswell; Grim Harvest e Mulldrifter si amano alla morte (letteralmente); Archaeomancer e Reaping the Graves non si perdono mai di vista. Notate un filo conduttore?

tl,dr: capire, non importare alla cieca.

 

preord

I CANTRIP

Conseguenza del punto sopra: Brainstorm, Ponder e Preordain non seguono questo esatto ordine nella loro forza (e nella loro popolarità percentuale). Il loro ordine in Pauper è semmai l’esatto opposto: Preordain auto-regola la sequenza di carte in cima ed è pertanto il preferito, Ponder gli è talvolta preferibile a seconda della presenza di Delver e in mazzi che cercano carte specifiche (come in Izzet Blitz), ma ancora una volta la limitatezza delle fetch non ne elimina le imperfezioni. Brainstorm, Regina indiscussa del Legacy, patisce nel Pauper l’assenza di Flooded Strand e amiche, cessando di essere motore di card quality imbattibile e rappresenando la scelta ideale solo in contesti con abbondanza di shuffle effects e/o in presenza di Squadron Hawk (sinergia che in realtà non ha mai dominato, tuttavia).

tl,dr: ordine sovvertito.

 

cloud-of-faeries

I COMBO

Chiudiamo con un punto non da poco.
Il Pauper è luogo idilliaco per chi trae godimento nell’andare avanti e indietro a distruggere le risorse altrui ad libitum o per coloro che aspirano a fare Un, due, tre, stella! con pezzi letali e affossare l’opponent in un battito di ciglia. Al contrario, sollazzarsi in sequenze onanistiche da dieci minuti di spells varie ha subito negli anni un veto sempre più pressante: una volta residenza fissa di Storm e Temporal Fissure, i ban hanno amputato la giocabilità dei combo di serie A del formato, fino a che l’ultimo rappresentante della nobil categoria, Esper Familiars, è anch’esso evaporato con il ban di Cloud of Faeries.

 

 

 

peregrine-drake-p231542-199251_medium

O forse no?

tl,dr: stay tuned.

F.

SHARE
Previous articleModern World
Next articleGP Praga report by Facchini e Bonanni (e Boccia)
Ex-giocatore sporadico di Legacy e Modern, ora giocatore ancora più sporadico di Pauper, del quale scrive e si diletta. Si dice che risorga una volta all'anno e il suo Annuncio di partecipazione ai tornei venga celebrato per quaranta giorni, salvo poi rimanere intrappolato dalla pietra sul sepolcro la Domenica finale. Ama Blasi, Boccia, Orbitello e le descrizioni in terza persona ironiche da hipster.